In "Liar's Poker", Michael Lewis esplora come gruppi di persone, specialmente in finanza, possano facilmente convincersi della saggezza delle loro azioni. Questo fenomeno deriva spesso dalla mentalità collettiva che gruppi più grandi possono favorire, portando gli individui a trascurare il dubbio o il cattivo giudizio. Man mano che i numeri crescono, c'è la tendenza a credere che le azioni intraprese siano intrinsecamente intelligenti o giustificate semplicemente perché molti partecipano.
Questa auto-diffusione può comportare comportamenti e decisioni rischiose che potrebbero non resistere a un controllo se valutato su base individuale. La convinzione che si faccia parte di un collettivo intelligente può portare a una disconnessione dalla realtà, facendo sì che le persone si impegnino in pratiche che alla fine possono essere dannose. Lewis illustra il pericolo del pensiero di gruppo in ambienti ad alto contenuto di poste, sottolineando che il numero di persone coinvolte può offuscare il giudizio e oscurare la verità di una situazione.