Quello che ho un sapore, ho detto, leggendo dalla mia pagina, è ciò che ricordo dal mio ultimo Dorito, oltre alle sostanze chimiche che sono un po 'come quel gusto, e poi la mia mente suddivisa in zone che non importa davvero di ciò che in realtà ha un sapore. Ricordando, sostanze chimiche, zonizzazione. È una combinazione magica. Tutte queste parti si formano insieme per creare un trucco per la sensazione di sapore che mi fa venire voglia di mangiare l'intera borsa e quindi forse un'altra borsa. Hai un'altra borsa? chiese un ragazzo di skateboard, leccandosi le dita. No, dissi. In conclusione, ho detto, un Dorito non ti chiede nulla, che è il suo grande dono. Ti chiede solo che non ci sei.
(What I taste, I said, reading from my page, is what I remember from my last Dorito, plus the chemicals that are kind of like that taste, and then my zoned-out mind that doesn't really care what it actually tastes like. Remembering, chemicals, zoning. It is a magical combo. All these parts form together to make a flavor sensation trick that makes me want to eat the whole bag and then maybe another bag.Do you have another bag? asked a skateboard guy, licking his fingers.No, I said. In conclusion, I said, a Dorito asks nothing of you, which is its great gift. It only asks that you are not there.)
Il passaggio riflette sull'esperienza di assaggiare un Dorito, sottolineando come la memoria, i sapori artificiali e una mente distratta si combinano per creare una sensazione di gusto unica. Il narratore si rende conto che il loro divertimento non deriva dal chip stesso, ma piuttosto dal ricordo delle esperienze passate e dalle sostanze chimiche che imitano quelle sensazioni. Questa interazione tra ricordare e suddividere in zone costituisce un motivo convincente per indulgere, evidenziando come i sapori familiari possano evocare forti desideri di più.
L'interazione con uno skateboarder in cerca di un'altra borsa rafforza l'idea che Doritos offra un'indulgenza spensierata, una che richiede poca attenzione o pensiero. Questo aspetto dello spuntino, come conclude il narratore, è il suo vero fascino: non chiede nulla al mangiatore ma lasciarsi andare e godersi il momento, catturando l'essenza del semplice piacere senza responsabilità.