In "A Scanner Darkly" di Philip K. Dick, la narrazione esplora le complesse interazioni tra realtà e percezione, in particolare attraverso l'obiettivo di un paziente senile. Quando si sveglia chiedendo sua madre, produce un commovente promemoria del suo passato perduto e della dura verità della sua attuale realtà. Il brutale confronto con il tempo e la memoria sottolinea il dolore di essere disconnesso sia da se stessi che da persone care.
Questo momento non solo evidenzia le lotte dell'invecchiamento, ma riflette anche sui temi più ampi dell'identità e dell'esistenza all'interno del romanzo. L'insistenza nel ricordare al paziente la sua situazione attuale rappresenta una tendenza sociale a imporre realtà dure a coloro che sono vulnerabili, mettendo in mostra la natura spesso crudele di affrontare il proprio declino e il passare del tempo.