Almeno ero vero. Le mie capacità intellettuali mi hanno dato una liberazione e una scusa. Evitavo la compagnia perché preferivo i libri; e i sogni che confidavo a mio padre erano di diventare uno studioso sul serio e di andare all'Università. Era inaudito che molte governanti scioccate fossero fin troppo frettolose a dirmelo, quando parlavo con un po' troppo coraggio, ma mio padre annuì, sorrise e disse: "Vedremo". Poiché credevo che mio padre potesse fare qualsiasi cosa, tranne ovviamente rendermi carina, ho lavorato e studiato con dedizione appassionata, ho vissuto nella speranza ed ho evitato la società e gli specchi.
(At least I was true. My intellectual abilities gave me a release, and an excuse. I shunned company because I preferred books; and the dreams I confided to my father were of becoming a scholar in good earnest, and going to University. It was unheard-of several shocked governesses were only too quick to tell me, when I spoke a little too boldly -- but my father nodded and smiled and said, 'We'll see.' Since I believed my father could do anything -- except of course make me pretty -- I worked and studied with passionate dedication, lived in hope, and avoided society and mirrors.)
La protagonista si concentra sulle sue attività intellettuali come mezzo di fuga, preferendo i libri alle interazioni sociali. Sogna di diventare una studiosa e di frequentare l'università, aspirazioni accolte con scetticismo dalle sue governanti, sorprese dalla sua audacia. Nonostante le loro reazioni, suo padre sostiene le sue ambizioni, il che alimenta la sua determinazione e speranza per il futuro.
Questa dedizione ai suoi studi ha un prezzo; evita le pressioni sociali e l'idea della bellezza fisica. Invece, si immerge negli accademici, credendo che il suo intelletto sia la sua vera forza. Il sostegno di suo padre rafforza la sua fiducia mentre affronta i suoi desideri e i vincoli imposti dagli altri.