Il dolore, così inaspettato e immeritato, aveva per qualche motivo ripulire le ragnatele. Mi sono reso conto di non odiare la porta del gabinetto, odiavo la mia vita ... la mia casa, la mia famiglia, il mio cortile, il mio tosaerba. Nulla sarebbe mai cambiato; Non ci si poteva mai aspettare nulla di nuovo. Doveva finire, e lo ha fatto. Ora nel mondo oscuro in cui dimoro, cose brutte e cose sorprendenti, e talvolta piccole cose meravigliose, si riversano in me costantemente e non posso contare sul nulla.

(The pain, so unexpected and undeserved, had for some reason cleared away the cobwebs. I realized I didn't hate the cabinet door, I hated my life… My house, my family, my backyard, my power mower. Nothing would ever change; nothing new could ever be expected. It had to end, and it did. Now in the dark world where I dwell, ugly things, and surprising things, and sometimes little wondrous things, spill out in me constantly, and I can count on nothing.)

di {Philip K. Dick}
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Il personaggio riflette su un dolore inaspettato che li ha fatti rivalutare la loro vita. Inizialmente, la frustrazione che provavano verso una semplice porta del gabinetto li condusse a una realizzazione più profonda: che la loro vera rabbia era diretta alla loro esistenza stagnante. Esprimono un senso di insoddisfazione per tutti gli aspetti della loro vita, compresa la loro casa e la famiglia, si sente intrappolati in una realtà monotona che sembra immutabile.

Mentre la narrazione si svolge, questo dolore porta una strana chiarezza. Sebbene il mondo che li circonda sia diventato oscuro e imprevedibile, riconoscono che questo caos ha portato all'emergere di esperienze ed emozioni inaspettate. Si trovano di fronte a momenti sia brutti che sorprendenti, riconoscendo che possono ancora sorgere piccole meraviglie in mezzo all'incertezza, evidenziando una relazione complessa con la loro mutata percezione della vita.

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gennaio 24, 2025

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