Nel romanzo di Philip K. Dick "Ubik", un tema stimolante emerge attraverso una controversa citazione riguardo a una sentenza della Corte suprema. Questa sentenza immaginaria suggerisce una disturbo di scappatoia legale in cui un marito potrebbe giustificare l'omicidio di sua moglie sostenendo che non gli avrebbe mai concesso il divorzio. Questa idea preoccupante sfida le basi morali ed etiche delle relazioni personali e mette in evidenza gli estremi a cui gli individui potrebbero andare a sfuggire agli impegni indesiderati.
Il concetto solleva domande sulle dinamiche di potere nel matrimonio e sulle conseguenze legali di tale decisione. Costringe i lettori a considerare le implicazioni della visione delle relazioni attraverso una lente legalistica, in cui l'amore e la compagnia potrebbero essere potenzialmente oscurati da interpretazioni manipolative della legge. Il lavoro di Dick spesso esplora realtà complesse e questa citazione funge da netto promemoria dei potenziali pericoli nel modo in cui la società governa le libertà personali all'interno delle relazioni intime.