Henry è stanco dell'inverno, dei tagli di capelli e di una rovina schizzinosa e confortevole, con una mente nazionale orgogliosa e incline, e la primavera (nella cosiddetta città) a Henry piace l'autunno. Sarebbe stato pronto a vivere per sempre in un mondo autunnale, l'impenitente Henry. Ma le nevi e le estati soffrono e sognano; queste occupazioni feroci e ariose, e l'amore, devastano tanti anni di Henry. È sorprendente che, con uno dei suoi libri folli in ciascuna mano e tutto il resto, con antichi fuochi al posto degli occhi, la testa piena e il cuore pieno, si stia preparando ad andare avanti.

Henry è stanco dell'inverno, dei tagli di capelli e di una rovina schizzinosa e confortevole, con una mente nazionale orgogliosa e incline, e la primavera (nella cosiddetta città) a Henry piace l'autunno. Sarebbe stato pronto a vivere per sempre in un mondo autunnale, l'impenitente Henry. Ma le nevi e le estati soffrono e sognano; queste occupazioni feroci e ariose, e l'amore, devastano tanti anni di Henry. È sorprendente che, con uno dei suoi libri folli in ciascuna mano e tutto il resto, con antichi fuochi al posto degli occhi, la testa piena e il cuore pieno, si stia preparando ad andare avanti.


(Henry is tired of winter, haircuts, and a squeamish comfy ruin—prone proud national mind, and Spring (in the city so called) Henry likes Fall. He would be prepared to live in a world of Fall forever, impenitent Henry. But the snows and summers grieve and dream; these fierce and airy occupations, and love, ravage away so many of Henry's years. It is a wonder that, with one of his own mad books in each hand and all, with ancient fires for eyes, his head full and his heart full, he's making ready to move on.)

📖 John Berryman

🌍 Americano  |  👨‍💼 Poeta

🎂 October 25, 1914  –  ⚰️ January 7, 1972
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Questo passaggio cattura vividamente un paesaggio interiore complesso, riflettendo una persona intrappolata tra le stagioni della vita e le emozioni. I riferimenti ricorrenti alle stagioni – autunno, inverno, estate – evidenziano una preferenza per la bellezza contemplativa e malinconica dell’autunno, a simboleggiare il desiderio di stabilità e introspezione. La stanchezza di Henry per le trappole del cambiamento, come l'inverno e i tagli di capelli, suggerisce un desiderio di familiarità e conforto nel caos della vita. La menzione di una “mente nazionale orgogliosa” e del paesaggio urbano allude a un’identità più ampia legata al luogo e al patrimonio, in risonanza con un profondo senso di appartenenza. Eppure, nonostante il fascino della stabilità, le immagini rivelano un fascino per le fugaci e ariose ricerche di amore e passione che consumano anni della sua vita. La frase "devastare così tanti anni di Henry" sottolinea la natura logorante di queste attività, che lasciano un segno indelebile sulla sua identità. L'immagine finale di Henry, dotato di libri pazzi, antichi fuochi al posto degli occhi e con la testa e il cuore pieni, allude alla resilienza e alla prontezza, segnalando che, nonostante gli incontri con il tumulto della vita, si sta preparando per qualunque cosa accada dopo. Nel complesso, la citazione invita a riflettere sulla natura ciclica delle emozioni e delle stagioni e sulla condizione umana di andare continuamente avanti portando con sé gli echi delle passioni e dei dolori del passato.

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luglio 10, 2025

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