La maggior parte degli stati, nonostante tutta la loro retorica a favore del libero scambio, sono abili nel cercare di manipolare i mercati per proteggere e avvantaggiare i propri produttori.
(Most states, for all their rhetoric in favour of free trade, are adept at trying to manipulate markets to protect and advantage their own producers.)
Questa citazione evidenzia un paradosso comune nelle politiche commerciali internazionali. Sebbene le nazioni spesso affermino di sostenere il libero scambio e l’apertura dei mercati, in pratica si sforzano di proteggere le loro industrie nazionali dalla concorrenza attraverso varie misure protettive. Questo comportamento riflette la tensione tra l’impegno ideologico nei confronti del libero mercato e gli interessi economici degli stakeholder nazionali. Sottolinea come il nazionalismo economico possa talvolta oscurare i principi genuini del libero scambio, dando luogo a interventi strategici che distorcono l’ideale di una concorrenza leale e aperta. Riconoscere questa dinamica è essenziale per comprendere le complessità dei negoziati commerciali globali e le sfide legate al raggiungimento di mercati veramente liberalizzati.