Una volta che ho iniziato ad allinearmi con il Dio che è in me, qualcosa mi ha colpito duramente: ho imparato che il nostro valore, la nostra convalida, il nostro scopo e la nostra accettazione non derivano da ciò che dovremmo fare. Non derivano da ciò che abbiamo. Non derivano da ciò che abbiamo fatto o da chi eravamo. Derivano semplicemente dal fatto che lo siamo.
(Once I started to get aligned with the God in me, something hit me hard: I learned that our worth, our validation, our purpose and our acceptance don't stem from what we should do. They don't stem from what we have. They don't stem from what we've done or who we were. They stem simply from the fact that we are.)
Questa profonda intuizione ci ricorda che il nostro valore intrinseco non è radicato in risultati esterni, possedimenti o azioni passate. Riconoscere il divino dentro di noi favorisce l’accettazione incondizionata di sé e sposta l’attenzione dalla convalida esterna al riconoscimento interno del valore. Incoraggia a vivere in modo autentico, libero dal peso degli errori del passato o delle aspettative della società. Abbracciare questa prospettiva può portare a una maggiore pace, fiducia e a una connessione più profonda con noi stessi e con l’universo.