Ho la fortuna di essere un regista. Posso creare, esprimere. Dimostra che sono ancora vivo e che i Khmer rossi non sono riusciti a distruggermi.
(I am lucky to be a film director. I can create, express. It proves that I am still alive and the Khmer Rouge did not succeed in destroying me.)
Questa citazione evidenzia in modo toccante la resilienza dello spirito umano di fronte ad avversità inimmaginabili. Il relatore riconosce il privilegio di poter creare ed esprimersi attraverso l'arte del cinema, un mezzo che consente di raccontare e condividere storie personali e culturali. Un simile atto di creazione diventa una testimonianza di sopravvivenza, un'affermazione provocatoria che, nonostante le atrocità del passato – in particolare con riferimento al regime dei Khmer rossi che devastò la Cambogia – l'identità e la voce dell'individuo rimangono intatte. Sottolinea il potente ruolo dell’arte e della narrazione come atti di resistenza e guarigione. Continuando a creare, non solo si preserva la dignità personale, ma si sfida anche i tentativi delle forze oppressive di cancellare identità e storia. La citazione ci ricorda che la creatività è molto più di un semplice sforzo artistico; è una forma di resilienza, una forma di affermazione che la vita continua nonostante i tentativi di distruggerla. Incoraggia una prospettiva che valorizza l’espressione artistica come essenziale per la sopravvivenza personale e collettiva, illuminando l’importanza della memoria culturale e del recupero dopo il trauma. Inoltre, parla di una verità più ampia secondo cui l’espressione è un atto di speranza, la prova che la vita persiste e che nuove storie emergeranno anche dopo periodi di oscurità. La capacità dell'individuo di trasformare il dolore in arte offre un potente messaggio di perseveranza e del ruolo vitale della resilienza culturale nel guarire una società fratturata.