Pensavo che questo dovesse essere ovvio per tutti gli altri, come sembrava ovvio a me; e che, se una volta fosse diventato evidente che siamo sull’orlo del baratro, tutte le Grandi Potenze si sarebbero fermate e sarebbero uscite dall’abisso.
(I thought this must be obvious to everyone else, as it seemed obvious to me; and that, if once it became apparent that we were on the edge, all the Great Powers would call a halt and recoil from the abyss.)
Questa citazione racchiude il presupposto spesso trascurato secondo cui la razionalità e la consapevolezza collettive possono prevenire esiti catastrofici, soprattutto tra le nazioni potenti. L’oratore riflette sulla convinzione che una volta che la gravità di una situazione pericolosa diventa chiara a tutte le parti coinvolte, seguirà naturalmente un consenso per fermare o allentare la tensione. Tuttavia, la storia ha spesso dimostrato che non è così; Errori di calcolo strategico, sfiducia e interessi contrastanti spesso portano le nazioni a continuare su percorsi pericolosi nonostante la consapevolezza collettiva del potenziale disastro. L’idea che la dignità della previsione razionale guiderà intrinsecamente gli attori lontano dal baratro semplifica le complesse dinamiche della politica internazionale. Inoltre, evidenzia un tragico ottimismo, la convinzione che chi detiene il potere possiederà la chiarezza morale e strategica necessaria per evitare la distruzione reciproca di fronte al caos incombente. Questo grido di battaglia è particolarmente pertinente prima dei grandi conflitti globali, come le guerre mondiali, dove i segnali di allarme erano spesso visibili ma ignorati o fraintesi. Ci spinge a considerare se gli esseri umani sono capaci di riconoscere veramente il pericolo reciproco e di agire con prudenza o se gli istinti competitivi e il nazionalismo radicati superano la cautela. Da una prospettiva filosofica, solleva anche questioni sulla razionalità collettiva rispetto agli interessi individuali o nazionali e sull’importanza della lungimiranza. In definitiva, serve a ricordare che la pace può essere fragile e quanto sia vitale promuovere una vera comprensione e moderazione tra le nazioni prima di oltrepassare soglie irreversibili.