In "The Time Keeper" di Mitch Albom, la storia sottolinea il significato delle connessioni umane e l'esperienza della vita veramente. Il personaggio principale riflette sulla distinzione tra semplicemente esistente e coinvolgente con la vita, sottolineando che semplicemente evitare l'invecchiamento non equivale a una vita appagante. Senza relazioni e interazioni significative, gli individui possono trovare la loro essenza diminuita, portando a una disconnessione da ciò che significa essere veramente vivi.
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