Ma qui c'è più potere, più energia, più giovane e anche in Europa non è ancora solo intrattenimento. Il teatro o i film sono considerati un’istituzione morale. Ecco perché forse sono così poetici. Qui è chiaro intrattenimento.
(Except here it's more power, more energy, younger and also in Europe it's still not only entertainment. Theater or films are looked at as a moral institution. That's why maybe they're so poetic. Here it's clear entertainment.)
Questa citazione evidenzia un affascinante contrasto culturale tra due paesaggi artistici: uno che privilegia l’intrattenimento e un altro che abbraccia l’arte come veicolo di significato morale. Maximilian Schell tocca l'energia e la vivacità associate a ciò che percepisce come un ambiente giovanile, un contesto in cui l'arte serve principalmente come intrattenimento. Questo approccio energico e incentrato sull’intrattenimento è descritto come più guidato dal commercio e forse meno rispettoso delle implicazioni sociali e filosofiche più profonde.
D’altro canto, le tradizioni teatrali e cinematografiche europee vengono descritte come ancora portatrici del peso dell’indagine morale e della responsabilità. Servono non solo per divertire, ma per sfidare e affinare la coscienza sociale, il che può spiegare la loro natura poetica: arte che eleva e provoca il pensiero. In questo senso il teatro e il cinema funzionano quasi come istituzioni etiche, modellando il discorso pubblico e i valori al di là del semplice svago.
Questa dualità fa emergere una tensione senza tempo all’interno delle arti: l’equilibrio (o talvolta la lotta) tra intrattenimento commerciale ed espressione artistica che cerca di ispirare trasformazione e introspezione. Entrambe le dimensioni sono indispensabili; l’intrattenimento offre accessibilità e gioia, stimolando il pubblico, mentre l’indagine morale evoca riflessione e, potenzialmente, cambiamento sociale. Apprezzare entrambi gli aspetti può arricchire la nostra esperienza come consumatori e creatori d’arte, permettendoci di riconoscere come la cultura è modellata dalle sue intenzioni e dal contesto sociale.
L’osservazione di Schell ci sfida a considerare ciò che cerchiamo nell’arte e come gli atteggiamenti culturali modellano non solo il contenuto e lo stile ma anche l’impatto delle opere creative. Invita a un dialogo sul ruolo dell’arte come specchio e modello di moralità collettiva rispetto a mezzo di evasione e piacere.