Ovviamente per alcune persone c'è una grande connessione tra la musica e il modo in cui puoi creare uno spazio.
(Obviously for some people there is a big connection between music and the way you can create a space.)
Questa citazione di Zaha Hadid racchiude magnificamente l'intima relazione tra musica e design spaziale. Entrambi gli elementi coinvolgono i nostri sensi, evocano emozioni e orchestrano esperienze che risuonano a livello personale e comunitario. La musica scorre attraverso lo spazio, influenzando il nostro umore, energia e percezione; allo stesso modo, gli spazi in cui abitiamo, siano essi architettura o interior design, modellano i nostri sentimenti, pensieri e interazioni. L’analogia sottolinea la sincronicità creativa tra queste due forme d’arte. Proprio come un compositore sovrappone suoni, ritmi e dinamiche per costruire un brano musicale, un architetto o un designer sovrappone materiali, forme, luce e volumi per creare un ambiente. C'è una dimensione temporale e spaziale in entrambi, dove il ritmo potrebbe tradursi in ripetizione o variazione all'interno di un contesto fisico. Inoltre, questa connessione evidenzia la soggettività insita nell’esperienza sia della musica che dello spazio. Persone diverse risuonano in modo diverso, trovando connessioni uniche basate su ricordi, cultura e personalità. Ciò ricorda ai creatori l'importanza dell'empatia e dell'immaginazione nel loro lavoro. Possono sintonizzarsi con la sottile interazione tra suono e forma, utilizzando questa consapevolezza per progettare spazi che non siano solo funzionali ma anche emotivamente profondi e armoniosi. In definitiva, l'affermazione di Zaha Hadid ci invita a considerare il design come un'arte multisensoriale, dove vista e suono si fondono e dove i ritmi invisibili della musica possono ispirare i ritmi spaziali che ci circondano.