L'antico culto del vitello d'oro ha trovato un'immagine nuova e spietata nel culto del denaro e nella dittatura di un'economia senza volto e priva di qualsiasi scopo veramente umano.

L'antico culto del vitello d'oro ha trovato un'immagine nuova e spietata nel culto del denaro e nella dittatura di un'economia senza volto e priva di qualsiasi scopo veramente umano.


(The worship of the golden calf of old has found a new and heartless image in the cult of money and the dictatorship of an economy which is faceless and lacking any truly human goal.)

📖 Pope Francis


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Questa potente affermazione evidenzia la natura duratura dell’idolatria e dei valori fuori luogo all’interno della società umana. Storicamente, il "vitello d'oro" simboleggia l'avidità e un culto fuorviante, profondamente radicato in storie antiche in cui le persone adoravano la ricchezza materiale invece dei valori spirituali. Nei tempi contemporanei, questa metafora si estende all’ossessione per il denaro e alla ricerca incessante della crescita economica a scapito di considerazioni morali e umane. L'espressione “culto del denaro” sottolinea come le pratiche economiche spesso diventino dogmatiche, richiedendo obbedienza incondizionata e sacrificio, invece di servire i bisogni umani. Il riferimento a una “dittatura” suggerisce che questo sistema economico sopprime il benessere individuale, la creatività e l’umanità, riducendo gli obiettivi sociali a meri guadagni monetari. Una simile prospettiva rischia di disumanizzare la società, rendendo le relazioni, la compassione e il benessere spirituale preoccupazioni secondarie. Ci invita a riflettere se le nostre priorità sono allineate con un autentico sviluppo umano o se stiamo seguendo ciecamente un sistema che valorizza il profitto rispetto alle persone. Il vero progresso dovrebbe armonizzare il successo economico con la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e la dignità umana. Riconoscere questi modelli ci consente di sfidare e rimodellare le politiche economiche e i valori culturali. È un appello a ridefinire la prosperità non attraverso l’accumulazione ma attraverso il benessere condiviso, la compassione e l’autentica connessione umana, valori che arricchiscono veramente le società e preservano la nostra intrinseca umanità.

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dicembre 25, 2025

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