Abbiamo già – grazie alla tecnologia, allo sviluppo, alle competenze, all’efficienza del nostro lavoro – risorse sufficienti per soddisfare tutti i bisogni umani. Ma non abbiamo risorse sufficienti, ed è improbabile che le avremo mai, per soddisfare l’avidità umana.

Abbiamo già – grazie alla tecnologia, allo sviluppo, alle competenze, all’efficienza del nostro lavoro – risorse sufficienti per soddisfare tutti i bisogni umani. Ma non abbiamo risorse sufficienti, ed è improbabile che le avremo mai, per soddisfare l’avidità umana.


(We already have - thanks to technology, development, skills, the efficiency of our work - enough resources to satisfy all human needs. But we don't have enough resources, and we are unlikely ever to have, to satisfy human greed.)

📖 Zygmunt Bauman

🌍 Polacco

🎂 November 19, 1925  –  ⚰️ January 9, 2017
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Questa citazione attira l’attenzione sul paradosso che sta al centro del progresso e del consumo umano. Sottolinea che i progressi tecnologici, il miglioramento delle competenze e l’aumento dell’efficienza hanno dotato l’umanità di risorse sufficienti per soddisfare i suoi bisogni primari. In un mondo ideale, tale progresso porterebbe a una distribuzione equa, mettendo fine alla povertà e alla fame. Tuttavia, la cruda realtà è che l’abbondanza prodotta spesso alimenta l’avidità piuttosto che il benessere. Questo desiderio insaziabile di avere di più – che si tratti di beni materiali, status o potere – crea un ciclo in cui le risorse vengono continuamente dirottate per soddisfare brame temporanee o superficiali, piuttosto che affrontare bisogni umani fondamentali. La nozione è in conflitto con i principi dello sviluppo sostenibile e solleva questioni cruciali sulle priorità sociali. Ci spinge a riflettere se i nostri sistemi economici e i nostri valori culturali promuovono una crescita equa o perpetuano il consumo guidato dall’avidità. La citazione ci invita anche a considerare il ruolo della tecnologia, non solo come strumento per aumentare l’efficienza ma come catalizzatore di risultati potenzialmente equi o di sfruttamento a seconda della sua applicazione. Serve a ricordare che il progresso è spesso a doppio taglio; può alleviare la sofferenza o aggravare la disuguaglianza. In definitiva, sfida gli individui, le comunità e i politici a ripensare il modo in cui vengono allocate le risorse e a concentrarsi sulla promozione di valori che frenano l’avidità e promuovono la vera realizzazione umana, lo sviluppo sostenibile e l’equità sociale.

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agosto 17, 2025

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