Quando qualcuno dice che sono arrabbiato in realtà è un complimento. Non sono sempre stata diretta con la mia rabbia nelle mie relazioni, il che è parte del motivo per cui ne scrivo nelle mie canzoni perché avevo una tale paura nell'esprimere la rabbia come donna.
(When someone says that I'm angry it's actually a compliment. I have not always been direct with my anger in my relationships, which is part of why I'd write about it in my songs because I had such fear around expressing anger as a woman.)
Questa citazione approfondisce la complessa relazione che molte donne hanno con le proprie emozioni, in particolare la rabbia, in contesti sociali e personali. Le aspettative della società spesso condizionano le donne a sopprimere o minimizzare i sentimenti di rabbia, definendo tali emozioni inappropriate o indesiderabili. Questa repressione può portare a un senso di vergogna o paura nell’esprimere apertamente la frustrazione, che, a sua volta, influenza il modo in cui le donne comunicano nelle loro relazioni. L'autore suggerisce che quando gli altri interpretano la loro rabbia come un complimento, ciò riflette una comprensione sfumata di come la rabbia può essere mascherata o interpretata erroneamente nelle interazioni sociali. Scrivere canzoni sulla rabbia diventa un atto di catarsi e ribellione, un modo per elaborare e affrontare le barriere verso un’autentica espressione emotiva. La riluttanza a mostrare rabbia deriva direttamente da paure profondamente radicate di essere percepiti negativamente o di perdere l’accettazione sociale, che spesso deriva da ruoli di genere radicati. Riconoscere e comprendere questa dinamica è essenziale per favorire un’espressione emotiva più sana e incoraggiare le donne a sentirsi autorizzate a esprimere i propri veri sentimenti senza paura del giudizio. In definitiva, la citazione parla dell’importanza dell’autoconsapevolezza, della resilienza e del potere trasformativo dell’arte come mezzo per esplorare e sfidare le aspettative sociali riguardo al genere e alle emozioni.