Un proverbio arabo dice che ci sono quattro tipi di uomini: chi non sa e non sa non sa: è uno sciocco: evitatelo. Chi non sa e sa di non sapere: è semplice, insegnatelo. Chi sa e non sa, sa: sta dormendo, sveglialo. Chi sa e sa di sapere: è saggio, seguilo.
(An Arabian proverb says there are four sorts of men: He who knows not and knows not he knows not: he is a fool - shun him. He who knows not and knows he knows not: he is simple - teach him. He who knows and knows not he knows: he is asleep - wake him. He who knows and knows he knows: he is wise - follow him.)
Questo proverbio offre un quadro profondo per comprendere la consapevolezza umana e i livelli di saggezza. Classifica gli individui in base alla loro conoscenza e consapevolezza di sé, evidenziando l’importanza dell’umiltà, della guida e della leadership. La prima categoria indica coloro che non sono consapevoli della propria ignoranza – etichettati come sciocchi – che devono essere evitati o corretti per evitare che portino gli altri fuori strada. Riconoscere questo gruppo richiede umiltà in noi stessi e pazienza nel trattare con altri che mancano di comprensione. Il secondo tipo, quelli che non sono consapevoli della propria ignoranza, sono detti semplici; sono aperti all'apprendimento e alla crescita, richiedendo quindi guida e istruzione per elevarli a un piano di consapevolezza più elevato. Ciò sottolinea l’importanza del tutoraggio e dell’insegnamento. Il terzo gruppo comprende individui dotati di conoscenza ma che non ne sono consapevoli – sono metaforicamente addormentati – e potenzialmente perdono opportunità di contribuire in modo significativo o di agire saggiamente. Svegliarli metaforicamente significa ispirarli o avvisarli delle proprie intuizioni. Infine, i più saggi sono coloro che sono consapevoli della propria conoscenza e riconoscono il valore della saggezza collettiva: questi sono i leader o i mentori che dovremmo seguire. Nel complesso, il proverbio sottolinea che la saggezza implica non solo conoscenza, ma autocoscienza e umiltà. Promuove una riflessione sulla nostra posizione all'interno di questo schema e ci invita a cercare una crescita continua pur essendo cauti dei nostri limiti. Evidenzia inoltre l’importanza di guidare gli altri con gentilezza e l’importanza dell’umiltà nella leadership e nei processi di apprendimento, ricordandoci di tendere sempre verso l’autoconsapevolezza e di valorizzare coloro che dimostrano genuina saggezza.