La tecnologia è come il 666 perché ci controlla.
(Technology is like the 666 because it controls us.)
La citazione offre una prospettiva provocatoria sulla tecnologia, paragonandola al numero 666, spesso associato a nozioni di dominio o male. Questo confronto sottolinea l’influenza pervasiva che la tecnologia moderna ha sulle nostre vite. Nell’era digitale di oggi, la tecnologia si infiltra in quasi ogni aspetto dell’esistenza umana: dalla comunicazione e lavoro all’intrattenimento e persino alle nostre relazioni personali. Questa onnipresenza può creare un senso di dipendenza, portandoci a chiederci se manteniamo la vera autonomia o semplicemente serviamo i sistemi su cui facciamo affidamento. Da un lato, la tecnologia ci dà potere, facilita il progresso ed espande le nostre capacità oltre i limiti naturali. Dall’altro, può favorire la dipendenza, aumentare la sorveglianza e manipolare i comportamenti in modo da diminuire l’azione personale. La metafora del controllo allude a una forma più sottile di influenza, in cui le piattaforme tecnologiche e gli algoritmi modellano opinioni, decisioni e interazioni sociali spesso al di sotto della nostra consapevolezza cosciente. Solleva importanti questioni etiche: siamo noi i padroni dei nostri dispositivi o, in sostanza, ne hanno preso il controllo? Questa riflessione è particolarmente rilevante considerati i dibattiti sulla privacy dei dati, sul ruolo dei social media nella salute mentale e sui design che creano dipendenza incorporati in molti prodotti digitali. Riconoscere il potenziale della tecnologia per esercitare tale potere ci invita a valutare attivamente il nostro rapporto con essa. Dobbiamo sforzarci di sfruttare la tecnologia in modo responsabile, assicurandoci che sia al nostro servizio anziché schiavizzarci, mantenendo i valori umani in mezzo ai rapidi progressi. ---Demis Roussos---