Il lavoro è un'esperienza "religiosa" sostitutiva per molti maniaci del lavoro.

Il lavoro è un'esperienza "religiosa" sostitutiva per molti maniaci del lavoro.


(Work is a substitute "religious" experience for many workaholics.)

📖 Mary Daly

🌍 Americano

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Questa citazione evidenzia la tendenza di molti individui ad attribuire un significato quasi religioso al proprio lavoro. Per i maniaci del lavoro, il lavoro spesso va oltre una mera necessità economica o un mezzo di produttività; diventa un'identità fondamentale e una fonte di significato e scopo. Questo fenomeno può essere inteso come una forma di sostituzione della realizzazione spirituale con la realizzazione professionale, che spesso deriva da bisogni psicologici più profondi come il desiderio di convalida, struttura o fuga da problemi personali.

Quando il lavoro viene elevato a un livello quasi spirituale, può portare a tratti positivi come dedizione e perseveranza. Tuttavia, può anche avere effetti dannosi, tra cui esaurimento, abbandono delle relazioni personali e perdita di equilibrio nella vita. L’analogia con la religione sottolinea l’intensità di questo attaccamento, suggerendo che per alcuni i rituali di lavoro possono sostituire le pratiche religiose o spirituali, dando un senso di scopo o comunità che potrebbe mancare altrove.

Inoltre, nella società moderna, l’esaltazione del lavoro e del successo spesso rafforza questa mentalità. L’approvazione sociale associata all’impegno e al successo incoraggia ulteriormente gli individui a ricercare la realizzazione principalmente attraverso la carriera. Questa dipendenza dal lavoro come esperienza spirituale sostitutiva solleva interrogativi su come la società definisce la felicità e lo scopo e se la vera realizzazione possa essere raggiunta solo attraverso il lavoro.

In sostanza, la citazione richiama l’attenzione su un modello significativo: quando il lavoro diventa un surrogato del significato spirituale o esistenziale, può mettere in ombra altri aspetti vitali della vita, rischiando un’esistenza ristretta e squilibrata. Riconoscere questo può essere un passo verso l’adozione di una visione più olistica della realizzazione, che valorizza le dimensioni spirituali, emotive e sociali allo stesso modo dei risultati professionali.

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agosto 10, 2025

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