Sebbene la coesione narrativa non sia il punto di forza di 'Mean Girls', che funziona meglio da una scena all'altra che nel suo insieme, l'intelligenza brilla nella comprensione delle contraddizioni, mantenendo una distanza comica dall'investimento emotivo degli adolescenti che ha definito 'Ridgemont High' e più tardi i film di angoscia adolescenziale di John Hughes.
(Though narrative cohesion isn't the strength of 'Mean Girls,' which works better from scene to scene than as a whole, the intelligence shines in its understanding of contradictions, keeping a comic distance from the emotional investment of teenagers that defined 'Ridgemont High' and later the adolescent angst movies of John Hughes.)
Questa citazione offre un'analisi acuta del film "Mean Girls", evidenziandone i punti di forza e di debolezza strutturali. Sebbene il film possa mancare di coesione narrativa senza soluzione di continuità, compensa con una forte efficacia scena dopo scena, catturando la qualità a fuoco rapido, simile a una vignetta, che mantiene gli spettatori coinvolti attraverso momenti memorabili piuttosto che un flusso narrativo continuo. Il complimento più profondo risiede nell'intelligenza del film, in particolare nella sua comprensione sfumata delle contraddizioni adolescenziali. Invece di indulgere eccessivamente in rappresentazioni sentimentali o eccessivamente drammatiche, 'Mean Girls' mantiene una distanza giocosa e divertente dal tumulto emotivo dei suoi personaggi adolescenti. Questo approccio consente al pubblico di osservare le esperienze adolescenziali con una lente critica ma empatica, allineandosi con una più ampia tradizione di film per adolescenti incentrati sulle contraddizioni sociali e psicologiche affrontate durante l'adolescenza. Il confronto con i film di Ridgemont High e di John Hughes sottolinea il passaggio da un serio investimento emotivo nell'angoscia adolescenziale a una prospettiva più satirica e consapevole di sé. L'osservazione di Elvis Mitchell sottolinea come "Mean Girls" bilancia abilmente commedia e intuizione, evitando le trappole del melodramma pur rimanendo in risonanza con il ritmo adolescenziale. Nel complesso, la citazione riconosce che il design narrativo del film è secondario rispetto alla profondità tematica e all'arguzia, che sono cruciali nel definire il suo fascino duraturo e il commento culturale sulle strutture sociali degli adolescenti.